giovedì 12 luglio 2012
IL CONSIGLIERE PROVINCIALE ANTONIO BALDELLI IN DIFESA DEGLI EX DIPENDENTI DEL GRUPPO "A. MERLONI"
CLICCA PER GUARDARE L'INTERVISTA DEL TG3 REGIONALE AL CONSIGLIERE PROVINCIALE ANTOBIO BALDELLI
ECCO COME STANNO LE COSE...
Un’interrogazione per tutelare la posizione degli ex lavoratori del gruppo “Antonio Merloni” residenti nel territorio dei Comuni di Pergola, Frontone e Serra Sant’Abbondio.
L’ha fatta presentare il capogruppo provinciale del Pdl Antonio Baldelli, presso il Senato della Repubblica, tramite il senatore marchigiano del gruppo parlamentare di centrodestra del Buon Governo, Salvatore Piscitelli.
“Questi lavoratori – spiega Baldelli - sono stati vittima di una tanto grave quanto palese ingiustizia. Con il subentro della nuova gestione del gruppo Merloni sono stati reintegrati 350 ex dipendenti della Merloni residenti nelle Marche e altri 350 residenti in Umbria.
La riassunzione dei dipendenti residenti nella nostra regione ha però dato luogo a un’evidente discriminazione territoriale, avendo coinvolto in prevalenza i lavoratori residenti nella provincia di Ancona e avendo completamente escluso quelli provenienti da Frontone, Pergola e Serra. Nella provincia di Ancona, la città di Fabriano ha visto reintegrare il 32,03% degli ex lavoratori del gruppo Merloni, ben 237 su 740 dipendenti; Genga il 41.67%, 5 lavoratori su 12; Cerreto D’Esi il 35,90%; Sassoferrato il 34.15%”.
Un trattamento diverso è purtroppo toccato ai lavoratori provenienti dalla nostra provincia e, in particolare, dai Comuni di Frontone, Pergola e Serra Sant’Abbondio.
“Dei 40 ex lavoratori residenti nella provincia di Pesaro, sembra infatti ne sia stato reintegrato solo uno, pari a nemmeno il 3% del totale dei dipendenti perdenti il posto di lavoro”.
Proprio per questo il senatore Piscitelli, su richiesta del capogruppo Baldelli, ha rivolto un’interrogazione al presidente del consiglio dei ministri, Mario Monti, e al ministro per lo sviluppo economico, Corrado Passera.
“Si chiede loro se sono a conoscenza della disparità di trattamento toccata ai lavoratori della nostra Provincia e se intendano attivarsi per restituire, indipendentemente dalla appartenenza geografica, pari dignità a tutti gli ex lavoratori del gruppo industriale “Antonio Merloni”. Piscitelli ha anche chiesto ai due rappresentanti del governo di conoscere di quali strumenti si serviranno per assicurare un trattamento equo a tutti gli ex dipendenti”.
L’amministrazione comunale di Pergola, tramite il sindaco e soprattutto l’assessore Mauro Renzi e il consigliere Luciano Carbonari, questi ultimi due ex dipendenti del gruppo Merloni, ha sempre seguito con attenzione gli sviluppi della vicenda.
“L’assessore Renzi, grazie alla collaborazione con il consigliere regionale Marangoni, ha fatto presentare un’interrogazione anche in Regione, organo competente a far rispettare gli accordi di programma stipulati tra le parti in causa. La nostra battaglia in difesa dei lavoratori continuerà con determinazione in ogni sede”.
mercoledì 11 luglio 2012
BEN 1.000 FAMIGLIE NON PAGHERANNO NEMMENO UN EURO DI IMU SULLA PRIMA CASA GRAZIE ALLA POLITICA DI SOSTEGNO VERSO I PIU' DEBOLI DELLA GIUNTA BALDELLI
L’Amministrazione comunale pergolese guidata dal sindaco Francesco
Baldelli ha deciso di ridurre l’Imu sulla prima casa al 4 per mille e di
alzare l’aliquota sulla seconda.
“Tale scelta d’equità sociale – spiega l’Amministrazione comunale di Pergola – consentirà a ben 1.000 famiglie pergolesi di non pagare nemmeno un euro d’imposta sulla prima casa.
Le famiglie che dovranno invece pagare l’Imu sulla prima casa verseranno molto meno di quanto pagavano in passato quando a Pergola governava la sinistra che portò appunto l’Ici al 5,5 per mille senza che, allora, vi fosse stato bisogno di coprire i tagli governativi.
Negli ultimi due anni, infatti, il Governo ha tagliato al Comune di Pergola oltre 1milione e 300mila Euro tra diminuzione di finanziamenti e sostituzione dell’Ici.
Se il Comune non avesse integrato parte di questi tagli con il gettito Imu e Irpef avrebbe dovuto chiudere importanti servizi quali trasporto scolastico, Centro Margherita, mensa scolastica e pubblica illuminazione.
Si pensi, ad esempio, che ogni anno il trasporto scolastico costa alla comunità pergolese, tolti gli incassi, ben 223mila Euro; che la pubblica illuminazione costa 174mila Euro all’anno; che, sottraendo rette e contributi regionali, per l’asilo nido servono 163mila euro ogni anno.
Solo questi tre servizi comportano una spesa di oltre mezzo milione di Euro all’anno.
Con il nuovo bilancio, la giunta comunale di Pergola è riuscita a compiere un’operazione di giustizia sociale e, allo stesso tempo, a non tagliare i servizi verso i propri cittadini”.
“Tale scelta d’equità sociale – spiega l’Amministrazione comunale di Pergola – consentirà a ben 1.000 famiglie pergolesi di non pagare nemmeno un euro d’imposta sulla prima casa.
Le famiglie che dovranno invece pagare l’Imu sulla prima casa verseranno molto meno di quanto pagavano in passato quando a Pergola governava la sinistra che portò appunto l’Ici al 5,5 per mille senza che, allora, vi fosse stato bisogno di coprire i tagli governativi.
Negli ultimi due anni, infatti, il Governo ha tagliato al Comune di Pergola oltre 1milione e 300mila Euro tra diminuzione di finanziamenti e sostituzione dell’Ici.
Se il Comune non avesse integrato parte di questi tagli con il gettito Imu e Irpef avrebbe dovuto chiudere importanti servizi quali trasporto scolastico, Centro Margherita, mensa scolastica e pubblica illuminazione.
Si pensi, ad esempio, che ogni anno il trasporto scolastico costa alla comunità pergolese, tolti gli incassi, ben 223mila Euro; che la pubblica illuminazione costa 174mila Euro all’anno; che, sottraendo rette e contributi regionali, per l’asilo nido servono 163mila euro ogni anno.
Solo questi tre servizi comportano una spesa di oltre mezzo milione di Euro all’anno.
Con il nuovo bilancio, la giunta comunale di Pergola è riuscita a compiere un’operazione di giustizia sociale e, allo stesso tempo, a non tagliare i servizi verso i propri cittadini”.
lunedì 9 luglio 2012
IL PD, CHE VUOLE SCIPPARE I NOSTRI BRONZI PER PORTARLI AD ANCONA, SI OCCUPI DI COSE PIU' SERIE
Sulla vicenda dei Bronzi, contro Pergola – spiega Antonio Baldelli,
capogruppo provinciale del Pdl – si sta verificando un patetico
accanimento da parte del PD e delle sue due senatrici Marina Magistrelli
e Silvana Amati.
D’altronde, il comportamento tenuto dagli esponenti del PD è inqualificabile: quando sono a Pergola dicono d’essere d’accordo perché i Bronzi vengano custoditi nel museo della città cesanense, quando invece si trovano ad Ancona e a Roma agiscono contro i sacrosanti diritti di Pergola.
Invito, dunque, le due parlamentari del PD ad occuparsi di questioni serie come, ad esempio, della vicenda delle migliaia di dipendenti del Gruppo Antonio Merloni che hanno perso il posto di lavoro.
Non sarebbe stato meglio che Magistrelli e Amati fossero intervenute presso il Governo per tutelare le lavoratrici e i lavoratori della Merloni anziché continuare un’assurda e anacronistica battaglia per trafugare il Gruppo dei Bronzi Dorati da Pergola ad Ancona?
I lavoratori della Merloni sono stati completamente abbandonati dalla sinistra regionale, però il PD ha ritenuto di doversi impegnare perché il capoluogo di regione potesse perpetrare l’ennesimo atto d’arroganza contro la Provincia di Pesaro e il suo entroterra.
In questi mesi, la senatrice Magistrelli s’è pure permessa di dipingere i Pergolesi come dei barbari e degli incivili che si sarebbero appropriati, con la violenza, d’un bene artistico che – sempre a dire della stessa parlamentare – apparterrebbe ad Ancona.
Ma così non è ! La disinformata senatrice del PD deve sapere che la città di Pergola espone in maniera permanente i Bronzi nel suo museo perché così è stato sancito da ben due decreti ministeriali.
Peraltro, al fianco di Pergola si sono schierati autorevolissimi esponenti della cultura italiana tra i quali il compianto professor Carlo Bo, senatore a vita e rettore dell’Università di Urbino, e il professor Vittorio Sgarbi.
Mentre Bo e Sgarbi sono famosi in tutto il mondo per i loro studi e per le loro pubblicazioni sull’arte italiana, non riesco a capire quale titoli possano accampare la Magistrelli e la Amati per intervenire a “gamba tesa” su una questione che attiene alla fruibilità d’un bene culturale.
Una fruibilità che, a conti fatti, è in grado d’assicurare Pergola e non certo Ancona.
Lo sanno le due esponenti del PD che, infatti, il Museo Archeologico d’Ancona, che vive grazie alle tasse pagate da tutti i contribuenti italiani, riesce a mala pena a strappare 2.300 biglietti paganti all’anno mentre il Museo di Pergola, i cui costi sono interamente sostenuti dal Comune di Pergola e dalla sua Provincia, può contare su una media annua di oltre 13.000 visitatori paganti?
Ad ogni modo, Pergola e la sua amministrazione comunale hanno saputo coalizzare attorno a sé il consenso e la simpatia di tutti, persino degli anconetani: circa un mese fa , infatti, una comitiva di quasi 200 anconetani ha voluto far visita al museo di Pergola ed, accolta dal Sindaco della città, gli ha espresso solidarietà e simpatia, augurandogli di vincere la battaglia dei Bronzi.
Unanime è stata poi la risposta delle istituzioni Provinciali: la Provincia di Pesaro e i suoi Comuni, Camera di Commercio, Confcommercio, Confartigianato e tanti altri si sono stretti attorno alla amministrazione pergolese, contro un capoluogo di regione sempre più arrogante e matrigno.
Comunicato stampa pubblicato da Il Resto del Carlino, Il Corriere Adriatico e Il Messaggero in data 8 luglio 2012
D’altronde, il comportamento tenuto dagli esponenti del PD è inqualificabile: quando sono a Pergola dicono d’essere d’accordo perché i Bronzi vengano custoditi nel museo della città cesanense, quando invece si trovano ad Ancona e a Roma agiscono contro i sacrosanti diritti di Pergola.
Invito, dunque, le due parlamentari del PD ad occuparsi di questioni serie come, ad esempio, della vicenda delle migliaia di dipendenti del Gruppo Antonio Merloni che hanno perso il posto di lavoro.
Non sarebbe stato meglio che Magistrelli e Amati fossero intervenute presso il Governo per tutelare le lavoratrici e i lavoratori della Merloni anziché continuare un’assurda e anacronistica battaglia per trafugare il Gruppo dei Bronzi Dorati da Pergola ad Ancona?
I lavoratori della Merloni sono stati completamente abbandonati dalla sinistra regionale, però il PD ha ritenuto di doversi impegnare perché il capoluogo di regione potesse perpetrare l’ennesimo atto d’arroganza contro la Provincia di Pesaro e il suo entroterra.
In questi mesi, la senatrice Magistrelli s’è pure permessa di dipingere i Pergolesi come dei barbari e degli incivili che si sarebbero appropriati, con la violenza, d’un bene artistico che – sempre a dire della stessa parlamentare – apparterrebbe ad Ancona.
Ma così non è ! La disinformata senatrice del PD deve sapere che la città di Pergola espone in maniera permanente i Bronzi nel suo museo perché così è stato sancito da ben due decreti ministeriali.
Peraltro, al fianco di Pergola si sono schierati autorevolissimi esponenti della cultura italiana tra i quali il compianto professor Carlo Bo, senatore a vita e rettore dell’Università di Urbino, e il professor Vittorio Sgarbi.
Mentre Bo e Sgarbi sono famosi in tutto il mondo per i loro studi e per le loro pubblicazioni sull’arte italiana, non riesco a capire quale titoli possano accampare la Magistrelli e la Amati per intervenire a “gamba tesa” su una questione che attiene alla fruibilità d’un bene culturale.
Una fruibilità che, a conti fatti, è in grado d’assicurare Pergola e non certo Ancona.
Lo sanno le due esponenti del PD che, infatti, il Museo Archeologico d’Ancona, che vive grazie alle tasse pagate da tutti i contribuenti italiani, riesce a mala pena a strappare 2.300 biglietti paganti all’anno mentre il Museo di Pergola, i cui costi sono interamente sostenuti dal Comune di Pergola e dalla sua Provincia, può contare su una media annua di oltre 13.000 visitatori paganti?
Mi chiedo poi se non sia meglio che
il PD si preoccupi di dare un’amministrazione seria alla città di
Ancona, considerato che la sua maggioranza da 3 ben anni, ossia sin
dalla sua elezione, traballa e paventa le sue dimissioni un giorno sì e
l’altro pure?
Sicuramente gli Anconetani preferirebbero avere una giunta comunale
che s’occupi dei veri problemi della città anziché scippare i Bronzi a
Pergola!Ad ogni modo, Pergola e la sua amministrazione comunale hanno saputo coalizzare attorno a sé il consenso e la simpatia di tutti, persino degli anconetani: circa un mese fa , infatti, una comitiva di quasi 200 anconetani ha voluto far visita al museo di Pergola ed, accolta dal Sindaco della città, gli ha espresso solidarietà e simpatia, augurandogli di vincere la battaglia dei Bronzi.
Unanime è stata poi la risposta delle istituzioni Provinciali: la Provincia di Pesaro e i suoi Comuni, Camera di Commercio, Confcommercio, Confartigianato e tanti altri si sono stretti attorno alla amministrazione pergolese, contro un capoluogo di regione sempre più arrogante e matrigno.
Comunicato stampa pubblicato da Il Resto del Carlino, Il Corriere Adriatico e Il Messaggero in data 8 luglio 2012
giovedì 28 giugno 2012
Baldelli: “Interrogazione in Senato per tutelare gli ex lavoratori Merloni della provincia pesarese”
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| Il Consigliere provinciale Antonio Baldelli, con l'Assessore Renzi e i Consiglieri Carbonarie Castratori,insieme agli ex-dipendenti del Gruppo "Antonio Merloni" |
L’ha fatta presentare il capogruppo provinciale del Pdl Antonio Baldelli, presso il Senato della Repubblica, tramite il senatore marchigiano del gruppo parlamentare di centrodestra del Buon Governo, Salvatore Piscitelli.
“Questi lavoratori – spiega Baldelli -sono stati vittima di una tanto grave quanto palese ingiustizia. Con il subentro della nuova gestione del gruppo Merloni sono stati reintegrati 350 ex dipendenti della Merloni residenti nelle Marche e altri 350 residenti in Umbria.
La riassunzione dei dipendenti residenti nella nostra regione ha però dato luogo a un’evidente discriminazione territoriale, avendo coinvolto in prevalenza i lavoratori residenti nella provincia di Ancona e avendo completamente escluso quelli provenienti da Frontone, Pergola e Serra. Nella provincia di Ancona, la città di Fabriano ha visto reintegrare il 32,03% degli ex lavoratori del gruppo Merloni, ben 237 su 740 dipendenti; Genga il 41.67%, 5 lavoratori su 12; Cerreto D’Esi il 35,90%; Sassoferrato il 34.15%”.
Un trattamento diverso è purtroppo toccato ai lavoratori provenienti dalla nostra provincia e, in particolare, dai Comuni di Frontone, Pergola e Serra Sant’Abbondio.
“Dei 40 ex lavoratori residenti nella provincia di Pesaro, sembra infatti ne sia stato reintegrato solo uno, pari a nemmeno il 3% del totale dei dipendenti perdenti il posto di lavoro”.
Proprio per questo il senatore Piscitelli, su richiesta del capogruppo Baldelli, ha rivolto un’interrogazione al presidente del consiglio dei ministri, Mario Monti, e al ministro per lo sviluppo economico, Corrado Passera.
“Si chiede loro se sono a conoscenza della disparità di trattamento toccata ai lavoratori della nostra Provincia e se intendano attivarsi per restituire, indipendentemente dalla appartenenza geografica, pari dignità a tutti gli ex lavoratori del gruppo industriale “Antonio Merloni”. Piscitelli ha anche chiesto ai due rappresentanti del governo di conoscere di quali strumenti si serviranno per assicurare un trattamento equo a tutti gli ex dipendenti”.
L’amministrazione comunale di Pergola, tramite il sindaco e soprattutto l’assessore Mauro Renzi e il consigliere Luciano Carbonari, questi ultimi due ex dipendenti del gruppo Merloni, ha sempre seguito con attenzione gli sviluppi della vicenda.
“L’assessore Renzi, grazie alla collaborazione con il consigliere regionale Marangoni, ha fatto presentare un’interrogazione anche in Regione, organo competente a far rispettare gli accordi di programma stipulati tra le parti in causa. La nostra battaglia in difesa dei lavoratori continuerà con determinazione in ogni sede”.
Da il sito OltreFano.it
lunedì 18 giugno 2012
PERGOLA. IL NOSTRO OSPEDALE VIENE SMANTELLATO GIORNO PER GIORNO: CHIUSI NUMEROSI AMBULATORI SPECIALISTICI E LISTE D'ATTESA VERGOGNOSE (clicca il link in basso)
IL NOSTRO OSPEDALE E' STATO RIDOTTO AI MINIMI TERMINI:
- CHIUSI MOLTI AMBULATORI SPECIALISTICI;
- LISTE D'ATTESA VERGOGNOSE CHE ARRIVANO ANCHE SINO A FEBBRAIO 2013 .
E LE NUOVE DELIBERE n. 528 e 784 CHE LA GIUNTA REGIONALE HA APPROVATO LE SETTIMANE SCORSE PREVEDONO LA RICONVERSIONE IN LUNGODEGENZE (CRONICARI !) DI TUTTI GLI OSPEDALI DELL'ENTROTERRA .
E I SIGNORI DELL'OPPOSIZIONE PERGOLESE NON POSSONO CONTINUARE A MENTIRE E AFFERMARE CHE CIO' CHE HO SCRITTO NON E' VERO, VISTO CHE QUESTA GRAVE SITUAZIONE MI VIENE DENUNCIATA OGNI GIORNO DA NUMEROSI UTENTI DEL NOSTRO OSPEDALE.
UTENTI CHE SONO PURTROPPO COSTRETTI A RECARSI PRESSO STRUTTURE PRIVATE, ANCHE FUORI REGIONE, PER RICEVERE L'ASSISTENZA SANITARIA CHE GLI NECESSITA MA CHE GLI VIENE NEGATA NEL NOSTRO OSPEDALE.
ALTRO CHE IL POTENZIAMENTO PROMESSO DA MEZZOLANI E DAI SUOI GALOPPINI LOCALI... SI VERGOGNINO !
Clicca il link:
Intervista rilasciata il 16 giugno 2012 al sito OltreFano.it
- CHIUSI MOLTI AMBULATORI SPECIALISTICI;
- LISTE D'ATTESA VERGOGNOSE CHE ARRIVANO ANCHE SINO A FEBBRAIO 2013 .
E LE NUOVE DELIBERE n. 528 e 784 CHE LA GIUNTA REGIONALE HA APPROVATO LE SETTIMANE SCORSE PREVEDONO LA RICONVERSIONE IN LUNGODEGENZE (CRONICARI !) DI TUTTI GLI OSPEDALI DELL'ENTROTERRA .
E I SIGNORI DELL'OPPOSIZIONE PERGOLESE NON POSSONO CONTINUARE A MENTIRE E AFFERMARE CHE CIO' CHE HO SCRITTO NON E' VERO, VISTO CHE QUESTA GRAVE SITUAZIONE MI VIENE DENUNCIATA OGNI GIORNO DA NUMEROSI UTENTI DEL NOSTRO OSPEDALE.
UTENTI CHE SONO PURTROPPO COSTRETTI A RECARSI PRESSO STRUTTURE PRIVATE, ANCHE FUORI REGIONE, PER RICEVERE L'ASSISTENZA SANITARIA CHE GLI NECESSITA MA CHE GLI VIENE NEGATA NEL NOSTRO OSPEDALE.
ALTRO CHE IL POTENZIAMENTO PROMESSO DA MEZZOLANI E DAI SUOI GALOPPINI LOCALI... SI VERGOGNINO !
Clicca il link:
Intervista rilasciata il 16 giugno 2012 al sito OltreFano.it
giovedì 14 giugno 2012
IL PD INSISTE PER SCIPPARE I BRONZI A PERGOLA E TRASFERIRLI IN ANCONA: TROVERANNO PERGOLA E L'INTERA PROVINCIA A DIFENDERLI (guardate il video dell'intervista)
IL PD, CON LE SENATRICI MAGISTRELLI E AMATI, VUOLE SCIPPARE I BRONZI A PERGOLA E VUOLE PORTARLI IN ANCONA, ADDUCENDO MOTIVAZIONI FALSE E DEMAGOGICHE.INVITO LE 2 SENATRICI DEL PARTITO DEMOCRATICO A PENSARE AI VERI PROBLEMI DELL'ITALIA (DISOCCUPAZIONE, CRISI ECONOMICA, ECC.) E A NON CONDURRE GUERRE ASSURDE CONTRO PERGOLA E LA PROVINCIA DI PESARO.
LEGGETE QUELLO CHE SCRIVONO LE DUE ESPONENTI DEL PD E POI GUARDATE LA MIA INTERVISTA E QUELLA DEL VICEPRESIDENTE DELLA PROVINCIA DAVIDE ROSSI, interviste rilasciate prima del comunicato del PD ma comunque sempre attuali e soprattutto eloquenti: Pergola e la Provincia di Pesaro non si faranno scippare i Bronzi Dorati di Pergola, che per l'appunto si chiamano così e CHE non sono stati mai chiamati "di Ancona" !
Comunicato ANSA, Ancona, 13 GIU 12, 10.38 - BRONZI PERGOLA: SENATRICI PD MARCHE MAGISTRELLI E AMATI SCRIVONO A MINISTRO "SI ADOPERI PER RISPETTO REGOLE" - Le senatrici Pd Marina Magistrelli e Silvana Amati hanno scritto al ministro per i Beni e le Attività culturali Lorenzo Ornaghi in merito alla vicenda dei Bronzi di Cartoceto, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato «l'annullamento dell'ordine dell'allora sottosegretario Sgarbi di depositarli a Pergola in dispregio dell'accordo firmato nel 2001 tra tutti gli enti interessati». Una pronuncia che impone agli enti coinvolti di trovare, entro il termine di 4 mesi dal deposito della sentenza, una collocazione al gruppo scultoreo, in coerenza con quanto stabilito dall'accordo del 2011, che prevedeva un 'pendolarismò biennale dell'opera tra Museo Nazionale di Ancona e Museo di Pergola. Le senatrici chiedono dunque al ministro di ascoltare quanto prima le posizioni degli enti interessati e «ricercare un accordo o, in mancanza, comunque provvedere con decisioni autonome, in ottemperanza della pronuncia giurisdizionale». «Il patrimonio culturale - osservano Magistrelli e Amati - non appartiene a Pergola, o ad altre città, ma all'intera Nazione, e non è consentito, come accaduto già nel 1988, quando con la forza si impedì all'allora soprintendente di riportare, dopo un prestito di tre mesi, i Bronzi al Museo Nazionale di Ancona (dove erano collocati dal 1948), infischiarsene delle leggi e delle sentenze». «Si chiede pertanto al ministero - concludono - di adoperarsi in ogni modo perchè sia garantito il rispetto delle regole, assicurata la tutela dei Bronzi nel modo più coerente con le oggettive risultanze tecniche e individuata una soluzione saggia, che ciascuno avrà il dovere di rispettare e far rispettare».
CLICCA IL LINK PER GUARDARE IL VIDEO DELL'INTERVISTA
giovedì 24 maggio 2012
OSPEDALE DI PERGOLA E DELLA VAL CESANO, BALDELLI: “Liste d’attesa arrivano al 2013, continua diminuzione servizi e personale, chiuso persino il bar interno. Basta bugie !”
Non c’è pace per l’ospedale di Pergola e per i cittadini
della Valcesano che quotidianamente vi si recano. Per un ecodoppler
l’appuntamento è a febbraio 2013, ai chirurghi è impedito di operare la
media complessità e persino il bar è stato chiuso.
“Riporto le proteste di decine d’utenti che mi
hanno contattato perché denunciassi all’opinione pubblica ciò che di grave accade
all’Ospedale di Pergola” così inizia la nota del Consigliere
provinciale Antonio
Baldelli che continua la battaglia in difesa del nosocomio pergolese e che,
dati alla mano, ne denuncia il lento ma inesorabile smantellamento.
Le
promesse di potenziamento di Mezzolani e dei suoi amici di partito pergolese -
continua Baldelli - si rivelano, come al solito, falsità e si scontrano con la
realtà d’un Ospedale cui sono tolti, giorno dopo giorno, servizi e risorse
umane.
A
causa della mancanza di personale, infatti, la situazione delle liste di attesa
al nosocomio cesanense grida vergogna.
Per
un ecodoppler alle aorte o agli arti inferiori si deve attendere addirittura sino
a febbraio 2013.
Per
una terapia riabilitativa con tens o ultrasuoni occorre aspettare sino a ottobre;
per una visita diabetologica o oculistica l’attesa supera i 4 mesi; per una colonscopia
gli appuntamenti son fissati, se tutto va bene, a novembre; per una visita
cardiologica l’attesa arriva a 4 mesi.
Sono
poi stati soppressi - altro che potenziamento - gli ambulatori di endocrinologia,
ortopedia e fisiopatologia respiratoria coi relativi servizi di elettrocardiogramma
ed emogas.
E’ stato
chiuso l’ambulatorio di pediatria e le numerose mamme che vi si rivolgevano coi
loro bambini sono ora costrette a recarsi a Fano.
E’
rimasto vacante il posto della psichiatra, pensionata qualche mese fa; è impossibile
prenotare appuntamenti con nefrologo e ginecologo, anche i loro ambulatori sembra
siano stati soppressi.
Sottolinea
Baldelli: “Questi dati non possono essere
smentiti visto che mi sono stati forniti da quegli utenti che non sono riusciti
a prenotare a Pergola la visita che gli necessitava e si sono dovuti rivolgere
a strutture private anche fuori regione”.
Ai
minimi termini poi l’attività dell’equipe chirurgica che ormai a Pergola esegue
- basta leggere gli elenchi affissi presso l’ospedale - pochissimi interventi e
di bassissima complessità. Fra l’altro, ai chirurghi pergolesi viene di fatto impedito
anche di operare i pazienti più gravi presso l’ospedale di Fano ove gli sono
concesse solo 2 sedute operatorie al posto delle 4 necessarie.
Altra
situazione che denota l’abbandono in cui versa l’ospedale è quella del suo bar,
chiuso ormai da diversi mesi dopo essere stato nuovamente concesso in appalto.
Per
la riapertura del bar, lo stesso sindaco di Pergola ha scritto una lettera di
sollecito ai vertici Asur ricordandogli come questa situazione arrechi gravi
disagi ai cittadini.
Il
consigliere provinciale Baldelli lancia infine un monito a Mezzolani: “Nessuno
pensi di fare a Pergola quello che è stato fatto già a Mondavio, ove il
servizio cucina è stato chiuso per essere affidato in appalto a una
cooperativa. Sappiano Mezzolani e i suoi factotum pergolesi che i Pergolesi non
credono più alle loro bugie e continueranno a difendere l’ospedale con
determinazione”.
Comunicato stampa pubblicato sul Corriere Adriatico del 24 maggio 2012
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